La mamma e la sposa

L’altro giorno mia madre è venuta a sbirciare i progressi dei “lavori” al nuovo studio. Per un puro caso fortuito, visto che i nostri gusti non sempre combaciano, ha approvato il tutto, senza però prima aver espresso giudizi non richiesti sulla sistemazione di alcuni oggetti all’interno di una vetrinetta e avere sentenziato che una busta (una sola) non le piaceva perché in vista (sistemata su uno scaffale dove nessuno avrebbe fatto caso alla sua esistenza). Dopo aver ispezionato l’area ed essersi beccata due “mamma, non iniziare” si è accomodata per iniziare a parlare del suo argomento preferito dal 11 Luglio 2013: il mio matrimonio! Chissà quando smetterà…

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Non immaginatela stile signorina Rottermaier perché sbagliereste di grosso. E’ l’esatto opposto! Il titolo di rompiballe/precisina in questo caso spetta a me! Lei la vedrete sfrecciare in vespa, jeans e gubbottino almeno fino a che le sue gambe lo permetteranno; la sentirete fare dei ragionamenti da donna emancipata che ha combattuto per ottenere tutto quello che ha; la vedrete elegantissima con abito blu di pizzo (da madre della sposa) ma con indosso una stola color verde mela, perchè sennò si sente troppo “vecchia”!

Lo stile dello studio è quello di cui abbiamo parlato già in precedenza, lo shabby chic, che, riprendendo toni provenzali, incontra i gusti di entrambe, ma solo perchè lei è convinta di essere stata francese (della provenza) in una vita passata!

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Per quanto sia così moderna, una parte di lei resta legata a tradizioni e insegnamenti che i suoi genitori, napoletani D.O.C. e rispettosi della forma che l’etichetta imponeva, le hanno tramandato.

Pensate che mio nonno mi costringeva a mangiare con due libri sotto le ascelle per evitare di farmi alzare i gomiti mentre tagliavo il cibo, mi raccontava le favole in latino e l’unica parolaccia consentita al suo cospetto era CASINO. Ok… detta così nonno Angelo potrebbe ricordare più un generale nazista, ma ci teneva all’educazione, al rigore e allo studio, superate questi 3 argomenti era un vero e proprio angelo!

BUONE MANIERE PICCOLA

Quindi, mia madre, figlia di un Prof. medico chirurgo e una prof. di latino (e non c’è bisogno di aggiungere altro) per il mio matrimonio, ha cacciato il suo lato tradizionale e mi ha quasi obbligata (teneramente)  a rispettare delle regole e delle tradizioni che ormai sono quasi in disuso! Delle tradizioni (o superstizioni) ne abbiamo già parlato qui. Ma le tradizioni familiari, quelle che rispetti per far felice mamma e papà, chiedo sempre di seguirle perché rendono il percorso verso il gran giorno ancora più dolce e speciale, perchè condiviso con la persona che più ci vuole bene al mondo.

Una di queste bellissime usanze, che consiglio a tutte le spose di rispettare, è stata quella di preparare con amore e dolcezza il corredo. Tradizione che pian piano si sta perdendo ed io per prima ho arricciato il naso quando la mia moderna mamma, intenerita dall’idea che mi stessi per sposare (vivevo col mio attuale marito da 4 anni ma alla parola matrimonio tutto è cambiato!) mi ha comunicato di stare preparandolo!

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Il corredo della sposa è una tradizione molto antica. Nelle famiglie di un tempo si iniziava a ricamarlo non appena nasceva una figlia femmina e si integrava con pezzi che le mamme avevano avuto a loro volta nel loro corredo. Prevedeva, lenzuolini, lenzuola, federe, coperte, teli da bagno, camice da notte, fazzoletti, tovaglie e tovaglioli. Il tutto doveva essere di lino, di organza e seta.

Mia madre però non ce la vedevo mettersi lì a ricamare le mie iniziali sugli asciugamani di lino, anche perchè da che ho memoria, in casa fatele fare tutto ma se c’è una cosa che odia fare è proprio cucire e ricamare (anche stirare, ma non credo esista essere umano che desideri follemente stirare). Ma aveva conservato gran parte del suo e ha deciso di regalarlo a me, integrandolo con pezzi più attuali. Pensate che ci teneva talmente tanto che per portarmelo alla nuova casa abbiamo dovuto organizzare un incontro ufficiale al quale ha presenziato anche mio padre con tanto di bottiglia di champagne e lacrimuccia.

Mi ha anche detto che il letto della “prima notte” doveva essere fatto da una giovane nubile. Quale migliore occasione per iniziare ad utilizzare il corredo fresco fresco appena consegnato?

Un’altra tradizione che mi ha chiesto di rispettare è stata quella inserire all’interno dell’abito un nastrino blu con un cornetto d’argento. Questa è più una tradizione di famiglia, ma quasi tutte le mie amiche e le mie spose hanno fatto lo stesso… scaramanzia o tradizione, non saprei dirvelo, ma pare un’usanza diffusa!

Insomma, dopo tutto queste mamma non sono poi così malaccio, anzi… vi assicuro che se sapranno esservi accanto nella giusta maniera e sapranno sostenervi lungo questo bellissimo cammino, il vostro rapporto si rinforzerà e sarà ancora più bello. Attenzione però a non coinvolgerle troppo: ci sono mamme che prese dalla smania di dover “sposare” le loro figliole si fanno prendere dai preparativi e credono di stare organizzando il loro di matrimonio… Le mamme delle sposine che fino ad ora ho avuto il piacere di conoscere sono state sempre meravigliose e poco invadenti, o quel tanto che basta a farci collaborare ancor meglio!

In tutto ciò volete sapere perchè oggi mi sono ispirata alla mia mamma?? Qualche giorno fa è stato il suo compleanno e mi piaceva dedicarle questo post!

P.s. alla fine la busta dallo scaffale l’ho tolta… si sa i consigli di mamma vanno sempre ascoltati!

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