Etiquette da ritrovare!

Qualche post fa abbiamo parlato di Dress Code  e di quanto, contrariamente a quel che si pensa, sia una cosa chic e utile. Purtroppo però c’è l’altra faccia della medaglia. Il Dress Code non è il “nuovo Galateo” e ti aiuta solo a non sbagliare un look, non ti difende da “scivoloni” e cadute di stile. E di scivoloni in giro se ne vedono a bizzeffe!

Putroppo il Bon Ton è diventato ormai obsoleto e pur di inseguire le mode molte volte si infrangono delle regole basilari che farebbero inorridire le nostre care nonnine! Il Galateo, o Bon Ton, o Etiquette, è un codice che stabilisce le aspettative del comportamento sociale. Scritto da  monsignor Giovanni della Casa, aveva inizialmente regole rigidissime che con l’andar del tempo si sono ammorbidite. Oggi se ne rispettano le più conosciute e Bon Ton è sinonimo di ricchezza. Smentisco chiaramente quest’ultima affermazione, basta informarsi con un libro o internet o chiedere a chi è più informato di voi.

Consigliamo sempre ai nostri clienti di non infrangere le regole principali, perchè si sa… si viene sempre criticati per tutto, almeno in alcuni casi è meglio rispettarle ed essere più “antichi”, che troppo stravaganti. Certo non bisogna essere pesanti e rigidi e soprattutto bisogna esaudire tutti i desideri per delle giornate speciali e poi mica è detto che tutti ne siano a conoscenza! La mia cara nonnina mi ha lasciato un’eredità davvero preziosa in merito a questo argomento: “il mio breviario – il libro delle signore”, il suo libricino delle buone maniere. Un libretto piccolo ma efficace. Se so qualcosa di Bon Ton lo devo proprio a lei.

Ci sono 18 commenti
  1. ada

    Sono sempre stata una sostenitrice delle buone maniere e del bon ton. Quando ero piccola leggevo tutto a questo proposito, perchè mia nonna aveva l’enciclopedia della donna, e credimi lì dentro c’era scritto di tutto! 🙂 Ho visto le foto del matrimonio vintage: bello! 🙂 Un caro saluto, Ada.

    • Purtroppo le buone maniere si son perse per strada! meno male che c’è ancora qualcuno che le sostiene, può darsi che non tutto sia perduto!! Speriamo ad un ritorno alle vecchie maniere!

  2. Le buone maniere aiutano ad inserirsi nella società, quel breviario di tua nonna farebbe comodo a tante presunte signore!
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  3. Chiara

    Carine le cose che fai, però visto che si parla di regole di galateo un appunto devo proprio fartelo.Ho visto l’album di un tuo matrimonio dove si vede lo sposo in tight e poi il ricevimento di sera.Beh.dovresti saperlo bene che è un abito riservato solo ai matrimoni che si celebrano entro le 12! Magari lo sposo lo desiderava, ma una brava wedding come dici tu,evita di fare e far fare scivoloni.E questo lo trovo davvero un grande scivolone di stile.ciao e buon lavoro Chiara

    • Un appunto non del tutto preciso se vogliamo dirla tutta… il Tight va indossato solo per cerimonie invernali e che terminino entro le 18. Detto ciò ti dirò che c’è stata più di una discussione in merito con gli sposi e una buona wedding planner deve consigliare e guidare ma è anche vero che non si può imporre nulla, si deve riuscire ad arrivare ai compromessi senza imposizioni! E’ un bel rischio più che uno scivolone e siamo disposte a correrlo. E’ una moda molto diffusa a Roma indossare il Tight ai matrimoni di sera ed in estate, lo sposo, per l’appunto romano, ha deciso di correre il rischio.

  4. Chiara

    Mi permetto di contraddire perchè non è assolutamente vero che il tight si usa solo d’inverno, tant’è vero che anche i reali lo usano per matrimoni estivi,e rigorosamente di fresco-lana e comunque non esiste proprio questa regola dell’inverno!Che poi a Roma si usi di sera (onestamente mai sentito)..che dire…un po’ kitsch come cosa, e continuo a sostenere che non è un rischio ma uno scivolone, e chiaramente una wedding non può imporre nulla ma gli sposi la scelgono per essere consigliati, e se i consigli sono sbagliati o si assecondano gli errori, a cosa serve?buona giornata

    • Come hai giustamente ri-sottolineato una wedding planner viene scelta per essere consigliati… la prossima volta potremmo pensare di picchiare lo sposo per impedirgli un simile scivolone :)! Per questa volta non ce la siamo sentite, comunque grazie del consiglio!

  5. Chiara

    ahahah…non credo ci sia bisogno di arrivare a tanto, 🙂 credo basti dire agli sposi che la brutta figura è garantita e credo che nessuno insisterà nel volerla fare!prego per il consiglio, del resto se si parla di bon ton e galateo meglio essere preparati!qualcosa può sempre sfuggire!:-)

    • Ester, “la mia socia”, non sai quanto si è battuta per farlo capire allo sposo, purtroppo veramente nulla da fare, l’alternativa era rinunciare al matrimonio. Cmq apprezzo tanto i tuoi consigli, continua a seguirci sempre con questa assiduità F

  6. Simona

    Buongiorno.
    Brave per i lavoretti che ci mostrate, davvero graziosi.
    Però non scherziamo proprio su queste regole di utilizzo del tight. Mi permetto in quanto ho una certa età, appartengo ad una famiglia di discendenze nobiliari fiorentine e ho fatto un matrimonio in tight a settembre di molti anni fa ormai.Non esiste in nessun breviario una regola riguardante l’utilizzo del tight esclusivamente in inverno.Il Principe Carlo ne possiede uno grigio perla estivo che ha indossato molto spesso, non credo pecchi di galateo! E non c’è trasgressione che esista su una cosa così precisa.Il galateo per certe cose va rispettato nonostante i desideri degli sposi.Non vuole essere un rimprovero assolutamente ma poichè vi seguo ogni tanto e ho letto di questa cosa, da persona adulta vi dico che state sbagliando.Meglio dire che c’è stato una volontà di sbagliare e non diffondere false regole di eleganza che non esistono nemmeno nei moderni galatei!il tight è tight e non si sbaglia! Buona giornata e buon lavoro.

  7. federica arbi

    Buongiorno ragazze! inizio con il ringraziarvi per i preziosi suggerimenti che ci date, sono sempre molto graditi e precisi. In relazione al dubbio amletico tight o non tight mi permetto di far notare a Chiara che, sicuramente per una svista, ha scritto 12 anzichè 18… ma sono sicura che anche lei sa perfettamente che il bon ton prevede l’uso del tigh, talvolta addirittura come obbligatorio, fino ( e non oltre) alle 18 e non solo fino a mezzodì. Sono d’accordo sul fatto che oggigiorno organizzare matrimoni impeccabili sia davvero difficoltoso anche perchè, laddove una wedding si imponesse di attenersi scrupolosamente sempre e solo all’etichetta, finirebbe haimè per non lavorare affatto…. si deve quindi, purtroppo, cedere a qualche compromesso e se questo serve a far felice gli sposi nel loro giorno più importante, non credo sia uno “scivolone”. Una brava wedding deve saper consigliare, ma non può certo imporre le proprie idee se i propri clienti non le condividono. Faccio infine notare che “minacciare” gli sposi di fare e far fare una brutta figura non è sicuramente un gesto elegante e quindi lo sconsiglio vivamente….. detto ciò mando un saluto affettuoso a tutte.

  8. Chiara

    Ciao Federica, mi sa che forse non hai letto bene.Ho scritto si usa per matrimonio che vengono celebrati entro le 12, e se l’italiano fa ancora parte di me ..il matrimonio si celebra in chiesa..quindi era sott’inteso che mi riferissi ad una celebrazione entro le 12 e di conseguenza un pranzo che per galateo non può terminare oltre le 18!Quello che si fa entro le 18 non è la celebrazione ma il ricevimento.Scusa ma credo di essere stata davvero molto precisa nella mia spiegazione!
    Poi puoi aver ragione sull’assecondare i desideri degli sposi, sono stata sposa anche io, ma onestamente se avessi manifestato un desiderio simile e la mia wedding planner non minacciandomi ma dicendomi garbatamente , che avrei fatto una cosa non corretta, io non avrei insistito.Perché pagare una persona e poi sentirmi fare una rimostranza simile mi sarebbe dispiaciuto tanto!Nessuno ha parlato di minacce e comunque ognuno fa il matrimonio che vuole.Qui non si discuteva sui gusti degli sposi ma su regole di galateo inesistenti:-) ciao a tutte

  9. Chiara

    ps…un piccolissimo appunto a Federica…haimè si scrive senza l'”h”…ma dettagli…sarà una questione di sviste:-)

  10. Simona

    Concordo con Chiara che la sua spiegazione era stata molto ,scusate la ripetizione,chiara! Poi Federica chi avrebbe potuto fraintendere una cosa simile.Un matrimonio che termina come hai inteso tu a mezzogiorno è un matrimonio iniziato di notte e con colazione cappuccino e cornetto!Poi se mi permetti, non credo che si tratti d’imporre il galateo, e quindi in questo caso come dici tu lavorare poco .Dovrebbe essere innata la classe in una persona che fa soprattutto questo lavoro e certe cose si possono rendere semplici e naturali senza neanche far notare che stai impartendo lezioni di galateo.Non so se mi sono spiegata.
    E credimi se ad una sposa le dici che per galateo andrebbe fatta una determinata cosa, non potrà che ringraziare chi la indirizza, perchè quel giorno tutti vogliono fare bella figura e non essere criticati! Il compromesso va bene,ma non su cose che saltano così palesemente agli occhi!Io la penso modestamente così e auguri agli sposi!

  11. fiorella

    Ragazze, ma queste Chiara e Simona non hanno niente di meglio da fare che mettersi a criticare e fare polemiche su futilità? E’ ovvio che gli sposi vanno assecondati, è il loro giorno, e devono fare quello che desiderano, anche (Udite! Udite!) indossare un tight di notte, d’estate o la notte di Natale! Quanto all’appartenere alla famiglia di “discendenze nobiliari fiorentine” vorrei capire perchè la signora (di una certa età, dice, e si capisce… il cervello le sarà andato in fumo!) utilizza il plurale: quante discendenze nobiliari ha? Più di una evidentemente!!!! E si permette anche di disquisire di bon ton! Chi ha una (una) discendenza nobiliare di qualunque regione italiana non si mette a sbandierarlo ai quattro venti, anzi il farlo, – questo, e non il tight si o il tight no – è davvero ridicolo e fuori dai tempi. Diamine! siamo nel 2013 a momenti! Chi volete che se ne freghi più dei nobili? Il vero bon ton sta nell’educazione, nel sapersi porgere agli altri con un’eleganza interiore che è una cosa innata, non deriva da presunte nobiltà! tra l’altro sappiamo tutti molto bene, che i cosiddetti nobili, sono quasi sempre i più cafoni (vedi reali d’Inghilterra o principi tedeschi!). L’eleganza deriva dalla cultura, dall’educazione, dalla bellezza interiore, e non si impara da nessuna parte: o ce l’hai o non ce l’hai.

  12. Simona

    Cara Fiorella,
    comincio con il dirle che le nobili discendenze esistono, al plurale, come dice lei!
    Comunque il mio tirare in ballo la nobiltà( che non è nulla oggi giorno visto che si tratta solo di un blasone, ma per il resto viviamo come tutti gli altri, crisi compresa) era solo per dire che negli anni in cui mi sono sposata io l’appartenere ad una famiglia nobile significava rispettare delle regole, volente o nolente e tra questa c’era l’utilizzo del tight solo di giorno.
    Detto ciò, credo che se lei vuole tacciare me d’ignoranza o di cervello in fumo, o peggio ancora darmi della ridicola e parlare di educazione innata, devo dedurre che lei, se parla così ad una persona, non deve aver ricevuto molte nozioni di buona educazione.I nobili saranno anche , come dice lei, cafoni, ( il mio richiamo alla famiglia reale inglese era solo per dire che cafoni o no,sanno bene quando s’indossa un abito o l’altro) ma a quanto vedo c’è di peggio.
    E se come ha detto lei l’eleganza deriva dall’educazione,dalla cultura e dalla bellezza interiore deduco che a lei , che si pone così, manca del tutto anche quella, mi scusi. La discussione, almeno da parte mia, è nata solo per ribattere a ciò che la titolare del sito ha scritto, e cioè che il tight si usa solo ed esclusivamente d’inverno, che a Roma si usa d’estate e di sera ( a me sembra che Roma faccia ancora parte dell’Italia e il tight non sia diventato un costume regionale !)…che nobiltà o no, sposi o non sposi non esiste.
    Che poi lo si voglia indossare come costume, affari personali, per carità!
    Ora la saluto e saluto questo sito dove noto non è possibile avere un confronto normale e soprattutto dove per difendere norme di bon ton inventate ( volontà degli sposi a parte) si arriva a dire cose davvero sgradevoli, sia da parte di chi attacca che di chi si trova costretto a difendersi e sono cose che come dice lei, data l’età, non fanno parte di me.
    Cari saluti a tutte.Simona

  13. Isabella Gattola

    Scusate, ma parlare di bon ton e poi rivolgersi in maniera così indelicata ad una signora credo che sia una contraddizione in termini ! A parte questo, le discendenze nobiliari sono più d’una dal momento che, molto spesso, le famiglie nobili si imparentano tra loro e quindi si può tranquillamente utilizzare il termine al plurale. Come lettrice di questo spazio mi augurerei di trovare sempre gentilezza e cortesia nei confronti delle partecipanti alle discussioni, Essere sgradevoli non costituisce un buon biglietto da visita !

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