L’importanza della buona musica

Ma perché tutti ce l’hanno col povero Pulcino Pio? Poveretto! D’accordo, si è trattato del tormentone dell’estate e sembra quasi impensabile che possa aver venduto più dischi di Giorgia. Certo non si tratterà di alti livelli di musica (anche perché è un pezzo interamente fatto al computer) ma avercela così a morte con il povero pennuto mi sembra un’ingiustizia! Una ragazza si è beccata un ceffone da un coetaneo perché la canticchiava, ma questo la dice lunga sull’educazione dei giovani e non sulla qualità di ciò che ascoltano. Su Facebook manifesti funebri ne annunciavano la morte e sfottò di tutti i tipi imperversano su youtube. Mi domando ancora: PERCHE’? E il “Coccodrillo come fa”? Non vi ha fatto impazzire quanto il Pulcino Pio? Tutto sommato si tratta della stessa cosa! Una canzoncina nata come filastrocca per bambini, una sorta di Testa Spalla di Don Lurio dei nostri giorni, e anche quest’ultima non mi sembra abbia indignato qualcuno! E quella era interpretata da un signore un po’ in là con gli anni, in carne ed ossa, che si dimenava come un pazzo! La nuova versione de “la vecchia fattoria” doveva far ballare i più piccoli e distrarli per qualche ora, invece è diventato un caso di stato. Il risultato qual è? Che sta facendo molti più soldi da quando si sono indignati tutti! Non credo ci sia una manovra di diabolico marketing sotto, credo piuttosto che come ogni cosa, “anche se se ne parla male l’importane è che se ne parli” (ultimamente lo diceva un personaggio che non stimo particolarmente, ma al quale riconosco una grande furbizia).

La verità è che di buona musica in giro ce n’è ben poca. Sono lontani i tempi in cui Battisti cantava con foulard al collo le sue poesie. Più recenti quelli in cui Mina deliziava con la sua voce da usignolo con le canzoni tanto amate dai nostri genitori. I veri artisti ormai, o sono scomparsi, o per rinnovarsi si sono dovuti adattare allo stile attuale ed il risultato è sempre quasi catastrofico. Ma per fortuna restiamo ancora legati a queste canzoni (basti pensare che Senza Fine di Gino Paoli è mia la canzone d’amore col mio fidanzato) e con grande piacere agli eventi ed ai matrimoni resta il genere più richiesto!

Le melodie e le parole delle canzoni dei tempi passati sono molto più romantiche e meglio si addicono ad un cocktail party o un ricevimento. Per non parlare del Jazz! Il soave (più o meno) suono del sax o  del clarinetto che al tramonto ti trasportano come per magia negli anni 30. Il Jazz è una musica magica, che anche nella nuova versione più moderna riesce a mantenersi piacevole e retrò. Mario Biondi e Michael Bublè sono i jazzisti dei giorni nostri, che niente hanno da invidiare a Louis Armstrong e Miles Davis. E’ sicuramente la musica che più consigliamo ai ricevimenti, agli eventi, anche ai party dei più giovani che, grazie alla nascita di cover band, possono ascoltare le canzoni di oggi rivisitate  in chiave jazz. E se poi volete scatenarvi nel post cena c’è sempre l’intramontabile revival degli anni 60: Rock&roll e balli alla Dirty Dancing! Con noi collaborano i Nuar in Jazz che in questo genere sono dei veri e proprio artisti!

Nuar in Jazz @ 30’Party – Funny Events

Quindi, tornando al disgraziato pennuto, viene da se che forse la colpa non è sua se la sua canzoncina è stata trasmessa fino allo sfinimento, ma piuttosto lo della malaeducazione musicale alla quale ci dobbiamo solo rassegnare. E comunque se proprio lo volete sapere: la gallina cò, il gallo corococò, il tacchino gulu gulu, il piccione tru, il gatto miao, il cane bau bau, la capra meee, l’agnello bee, la mucca moo,  il toro muu!

Ci sono 2 commenti
  1. e poi c’è il trattore che stira il povero pulcino pio! Sono d’accordissimo con questo post e infatti non rientro tra gli indignati!

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  2. […] una delle mie coppie per presentargli un gruppo musicale, una volta finito l’accordo con la band, lo sposo, appena subodorò che stavamo per addentrarci in discorsi “femminili” […]

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